settembre 20, 2006

Al ristorante o da me?

Buongiorno!

Continua la full immersion nel giapponese parlato. State praticando le frasi? State memorizzando nuove parole? State facendo come me che cammino per strada e parlo giapponese da solo? Spero di no per la vostra salute mentale...

Dove eravamo rimasti? Al ristorante. "Resutoran wa, doko desu ka?"

Due argomenti in questo post:
Imparare a dire "Al ristorante" (ma anche "al parco", "a casa" ecc.) e imparare a dire cosa si fa al ristorante: mangiare e bere.

Dunque, quando chiediamo a qualcuno "Dove" è tal persona o tal cosa e la risposta sarà del tipo "ALLA stazione", "A casa", "AL ristorante" o comunque in un luogo ben preciso, ossia quando useremo la proposizione "A", in giapponese dovremo aggiungere a "DOKO" la particella "DE".

Esempi clarificatori:
-Doko DE tabemasuka?
-Resutoran DE

-Dove vuoi mangiare?
-AL ristorante

-Doko de nomimasuka?
-Watashi no tokoro de
Trad.:
-Dove vuoi bere?
-Da me (lett.: Nel mio posto, che non deve essere per forza casa. Gli inglesi hanno una espressione molto appropriata: "At my place"). Sembra chiaro, no?

Avete visto come si dice "vuoi mangiare/bere?"
"Tabemasuka?/Nomimasuka?"
"Anata wa tabemasuka?"
"Nanika nomimasuka?". "Nanika" vuol dire "qualcosa". Ricordate che la "U" non si pronuncia:"TA-BE-MA-SKÁ?,NO-MI-MA-SKÁ?"

Rispondiamo: "Sì, Voglio/vorrei mangiare qualcosa"

-Ee, nanika tabetai desu".
"Ee" è "Sì", detto in forma colloquiale, quando parlate potete usare "Hai" o "Ee" indifferentemente.

Oppure:

-Iee, ima tabetaku arimasen. Demo, ato de nanika nomitai desu.
-No, ora non voglio mangiare. Però dopo vorrei bere qualcosa"
"Ima"="Ora"
"Ato de"="Dopo"

A questo punto ci conviene anche sapere:
"Ittsu nomimasuka?"
"Quando vuoi bere?"
"Ittsu"="Quando". Pronunciato "itts"

Provate a tradurre il seguente colloquio, senza vedere la mia traduzione qui sotto:

Tip: Se non riuscite a tradurre tutto non vi preoccupate, ci sono termini nuovi.

-Konbanwa!
-Konbanwa!
-Genki?
-Genki desu, okage samade. Anata wa? Daijoubu?
-Hai, watashi mo genki desu.
-Nanika nomimasu ka?
-Iee, tabetaku arimasen. Demo nomitai desu, anata wa?
-Ii desu, ittsu?
-Ima
-Iee, ima ja arimasen. Ato de. Doko de nomimasuka?
-Wakarimasen.... Ah...Iee, Shitteimasu! Watashi no tokoro de"
(La parte seguente non è stata ancora spiegata)
-ii desu, biru ka koora?
-Biru, ni hon!

Spero di non aver commesso errori, se così non fosse fatemelo notare (Zaxan, se stai leggendo conto sulla tua conoscenza di madrelingua!)

La traduzione sarebbe la seguente:

-Buonasera!
-Buonasera!
-Come va?
-Bene, grazie. E te? Stai bene?
-Sì, anch'io sto bene
-Vuoi mangiare qualcosa?
-No, non voglio mangiare. Però vorrei bere, e te?
-OK, quando?
-Ora
-No, non ora. Dopo. Dove vuoi bere?
-Non lo so/Non ho deciso... Ah... no, lo so! Da me
-Va bene, birra o Coca-cola?
-2 bottiglie di birra!

Tutte cose viste, tranne:
"Watashi mo", Anche io.
"Mo"="anche". Va da se che "Anata mo"="anche tu"
"Ii desu"="OK", "va bene"
"Ima ja arimasen"="Non ora" (questa era facile :o)"
"Watashi no tokoro de"="Da me". anche qui si può dire "Anata no tokoro de", "Da te"
"Biru ka koora"="Birra o Coca-cola?". "KA" vuol dire "o", attenti a non confonderlo con "?", anche se è facile capire qual'è uno e qual'è l'altro. "Biru" e "Koora" sono parole importate dall'inglese e adattate al giapponese.
"Ni hon"="2 bottigle".

In giapponese per indicare i numeri si usano i "contatori". 2 si dice "ni" ma per dire "due" dopo di "ni" dobbiamo aggiungere il contatore per la forma che hanno gli oggetti di cui sto dicendo il numero. Mi spiego: le bottiglie di birra hanno forma cilindrica e lunga. Quindi dovrò dire "ni hon", perchè "hon" si usa per gli oggetti lunghi e cilindrici. Allo stesso modo si aggiungerebbe "hon" dopo aver detto il numero di alcune penne o alcune sigarette. Esistono contatori per un numero sterminato di oggetti, dagli oggetti piatti e sottili a animali grandi, animali piccoli
(esclusi gli uccelli che hanno un contatore proprio), i piani degli edifici, scarpe, calze e calzini e un lungo eccetera. Se non sbaglio sono 16 generici più 7 per gli intervalli di tempo.

Uff, è tutto per oggi. Molte cose al fuoco, come al solito vi consiglio di mischiare le frasi e creare colloqui nuovi per fare pratica.

Mata ne!

settembre 18, 2006

Dove sei?

Bentrovati a tutti... e un caloroso "benvenuta!" al Presidente Onorario del blog zaxan-san (=Miss Zaxan), che cortesemente ci ha lasciato un commento molto interessante dall'alto della sua madrelingua giapponese! Domo arigatoo gozaimasu!

Avevo promesso un post sulle indicazioni stradali ed eccolo qui:

"via" o "viale" in giapponese si dice "dori". Per chiedere dov'è una via (per esempio la famosissima Shinjuku) si usa la seguente sintassi:"
Shinjuku dori wa, doko desu ka?". Ricordate che anche per "nihongo" e "itariago" abbiamo usato "wa"? Per ora posso dirvi che sottolinea l'argomento della frase e che va dopo di esso. "Shinjuku dori wa"="Stiamo parlando di Shinjuku dori".

Continuiamo con la traduzione,"Doko desu ka?": Chi mi sa dire in questa frase cosa è "dove"?... Bravi, era facile, no? "Dove" si dice "doko". "Doko desu ka?"="Dov'è?"

Impariamo ora a dire "qui" e "lì". "Qui" si dice "koko", "lì" si dice "asoko".

-Sumimasen! Shinjuku dori wa, doko desu ka?
-Koko ja arimasen, asoko desu
Tradotto è:
-Scusi! Dov'è via Shinjuku?
-Non è qui, è lì"

Sapete già che "ja arimasen" è la negazione di "desu".

Possiamo anche dire: "koko/asoko desu ka?"="E' qui/lì?"

Esiste anche "soko" che indica "codesto", qualcosa vicino a chi ascolta e lontano da chi parla. L'uso è identico agli altri.

Credo sia tutto, vi lascio con l'argomento del prossimo post:
"Resutoran wa, doko desu ka?"

Mata ne!

settembre 15, 2006

Dettagli

Ho trovato un pò di tempo e visto che il post precedente era piuttosto corto... doppio post oggi!

Spero che la nuova versione del blog vi piaccia. Sono comunque contento delle 200 visite in meno di una settimana, molto bene...

In questo post vorrei darvi alcuni dettagli da aggiungere alle frasi che già conosciamo. Vediamoli:

"Anata wa nihongo ga yoku wakarimasu, ne?". Qui abbiamo 2 parole che non conosciamo. Letteralmente la frase vuol dire: "Tu capisci bene il giapponese, vero?". "Yoku" è bene (nel senso di fare bene qualcosa) e "ne" si usa alla fine della frase per invitare l'interlocutore ad assentire con noi: come "vero?" o "Eh?". E' l'equivalente dell'inglese "isn't it?", "don't you?" che si usa per le domande retoriche.

A questa domanda possiamo rispondere: "Iee, mada jozu ja arimasen". Dunque, "ja arimasen" ci indica una negazione e nello specifico la negazione di "jozu", che vuol dire "saper fare qualcosa". "Mada" è "ancora". Mettiamo insieme i pezzi: "No, ancora non lo so (fare) bene". Potremmo aggiungere altri elementi, tipo:"Sukoshi, demo mada jozu ja arimasen" che è "Un poco, però ancora non lo so bene". "Demo" è "però".

Potevamo anche chiedere: "Anata wa nihongo ga yoku hanashimasu, ne?" o "Anata wa nihongo ga hanasemasu ka?". E' una forma un pò più complicata. La prima frase si traduce con "Tu parli bene il giapponese, vero?", la seconda con "Tu puoi parlare giapponese?".
hanasemasu: poter parlare
hanashimasu: parlare

Un'ultima cosa:
-Sumimasen, Shinjuku dori wa, doko desu ka?"
-Sumimasen, wakarimasen

Che cosa abbiamo risposto alla domanda? "Wakarimasen" ossia non capisco ma.... non solo! Può anche voler dire "non lo so". "Lo so" invece si dice "shitteimasu". Cercate di ricordare questi 2 verbi.

Per inciso, la domanda era "Scusi , dov'è via Shinjuku?". Impareremo di più su come dare indicazione e chiederle nel prossimo post.

Ora avete qualcosa da fare durante il week-end, ripassare bene tutte le informazioni dei post. Provate a combinare le varie frasi e i verbi, formando frasi nuove... poi magari cercate in internet se sono corrette, o se volete mandatemele nei commenti, se sono in grado ve le correggo, altrimenti scateniamo una discussione fino a che "qualcuno bravo" ci dice cosa è esatto e cosa no :o)

Frasi e parole di oggi:

itariajin: italiano
nihonjin: giapponese
anata wa?: e tu?
ogenki desu ka?: stai bene?
ikaga desu ka?: come stai?
genki desu: sto bene
ogake samade: grazie per l'interessamento
sayoonara: arrivederci
yoku: bene
jozu: saper fare/fare bene qualcosa
ne: Vero?, Eh?
mada: ancora
demo: però
hanashimasu: parlare
hanasemasu: poter parlare
wakarimasen: non capisco, non lo so
shitteimasu: lo so

Buon fine settimana! (Qualcuno sa come si dice in giapponese?)

Come stai?

Bentrovati a tutti!

Avete praticato le vostre prime frasi in giapponese? Ricordate (senza sbirciare) come si dice che lo capite/non lo capite?

Andiamo avanti?

Immaginate questa conversazione:

-Konnichiwa
-Konnichiwa
-Anata wa nihongo ga wakarimasu ka?
-Hai, watashi wa nihongo ga sukoshi wakarimasu
-Anata wa itarijin desu ka?
-Hai, itariajin desu, anata wa?
-Nihonjin desu. Ikaga desu ka?
-Genki desu, okage samade. Anata wa?
-Genki desu.
-Sayoonara
-Sayoonara

Traduciamola:

Sappiamo già salutare: "konnichiwa" equivale a buongiorno/buon pomeriggio. Andando avanti nella frase troviamo l'argomento del post precedente, "Capisci il giapponese?" e poi troviamo la prima novità: il suffisso -jin. Provate a capire da soli per cosa si usa. Ricordate "itaria-go"? Itaria = Italia+go = lingua italiana. Beh, Itaria = resta Italia :o)+jin = Nazionalità italiana.

Notate anche come si dice "E te?". Si usa semplicemente "anata wa?", "Tu?"

"Ikaga desu ka?" è un modo per dire "Come stai?". Si risponde "Genki desu", se stiamo bene e "Genki ja arimasen" se non lo stiamo. "Ja arimasen" è la contrazione colloquiale di "dewa arimasen" che è la forma negativa di "desu" (memorizzateli, sono molto importanti). Un altro modo per dire "come stai?" è "Ogenki desu ka?". Il prefisso o- è onorifico e si usa solo quando si parla o si chiede qualcosa a un'altra persona (per ora so che si usa solo insieme a "genki", io non conosco altri usi, voi?). "Ogenki desu ka?" in realtà significa "Stai bene?" e non "Come stai?", si possono comunque usare entrambi, come per altro in italiano....

La risposta è uno dei tanti modi per dire "grazie" in giapponese: "Okage sama de". Ho trovato in rete che letteralmente significa "Grazie a te/Grazie per il tuo interessamento". Non sono convintissimo, se qualcuno sa più di me per favore lo spieghi nei commenti, cercherò comunque conferme in giro. Mi sembra troppo simile a "arigatoo" Notate l'uso di "sama", che come san è un suffisso onorifico (superiore a "san", però).

"Sayoonara" saprete già che significa "arrivederci".

Bene, post rapido e facile questa volta. Vorrà dire che la prossima arriverà presto e magari ci sarà più sostanza. E' tutto.

Mata ne! (Alla prossima!)

settembre 11, 2006

Capisci il giapponese?

Konnichiwa a tutti!

Iniziamo con questa nuova versione di "voglio imparare il giapponese", battezzata v2.0, visto che sarà abbastanza diversa dalla precedente.

Buttiamoci subito a capofitto con alcune frasi facili facili:

Ho salutato con "konnichiwa" perchè sto scrivendo tra le 10:00AM e l'imbrunire e il saluto adatto in questo caso è "konnichiwa". Se fosse stato mattina presto, fino verso le 10:00 o le 11:00 avrei detto "ohayou", o per essere più gentile "ohayou gozaimasu".

"Gozaimasu"
è un gentilizio, lo troverete infatti anche insieme a "arigatou" (grazie). Attenzione: "arigatou gozaimasu" non significa "Molte grazie" o "Grazie mille", per quello si usa "domo". "Domo arigatou" è "Molte grazie" e "domo arigatou gozaimasu" è "Grazie mille" detto in modo gentile. Chiudiamo la digressione sui ringraziamenti.

Per una più completa visione su i saluti e convenevoli vi rimando a questo post .

Bene, veniamo al titolo del post: "Capisci il giapponese?"

Traduciamolo: La lingua giapponese si dice "nihongo" E' composto da "nihon" (Giappone) e il suffisso "-go", che si usa per formare i termini che si riferiscono a una lingua. Mi spiego: "nihongo"=giapponese; "itariago"=italiano; "supaingo"=spagnolo e così via.

Altra piccola digressione sui Paesi: Si dice Itaria perchè il nostro suono "elle" in giapponese non esiste... In realtà anche la "erre" come la diciamo noi esiste. E' più una via di mezzo tra "R" e "L", un pò arrotato, cercate un file audio e capirete cosa voglio dire. "Supain" è Spagna. I nomi dei Paesi vengono dividi in sillabe o lettere esistenti nell'alfabeto katakana ( i Paesi e i termini stranieri vengono scritti con questo alfabeto), ma la sillaba SPA (di Spain) non esiste. Si è quindi ricorsi alla divisione SU-PA-I-N. Si aggiunge sempre la U in caso di necessità perchè ha meno impatto fonetico. Altri esempi per schiarirvi le idee (o confonderle ulteriormente :0)): "Te-ni-su" (Tennis), "Ba-ru-se-ro-na" (Barcelona), "Ku-ri-su-po" (Crispo) ecc.... Sapreste "tradurre" così il vostro nome?

Dicevamo, "nihongo" vuol dire giapponese (inteso come idioma). Capisci si dice "wakarimasu". "Capisci il giapponese?" è quindi "nihongo wakarimasu ka". E la domanda direte voi? Non c'è punto interrogativo... Infatti in giapponese non si usa il punto interrogativo ma al suo posto si aggiunge "KA" alla fine. Essendo evidente, quindi, quando si fa una domanda, l'inflessione della voce è minore che nelle lingue occidentali. Pratico.

"Nihongo ga wakarimasu ka?" "Giapponese capisci?" Eh, sì... il verbo sempre alla fine. Il soggetto è molto spesso omesso, bel casino visto che i verbi non si coniugano. La frase può voler dire "capisci il giapponese?", "capite il giapponese?", "capisco il giapponese?", capiscono il giapponese?" ecc... sta agli interlocutori, dal contesto, capire a chi si riferisce la domanda.

Rispondiamo alla domanda: "Hai, wakarimasu" o "Hai, nihongo ga wakarimasu" o anche "Hai, watashi wa nihongo ga wakarimasu" che vuol dire "Sì, capisco", "Sì, capisco il giapponese", "Sì, io capisco il giapponese".

Prendete per buono (per ora) che "nihongo" in una frase si usa con l'aggiunta di "GA" e "watashi" (io) si usa con l'aggiunta di "WA".

Vogliamo dire che capiamo UN PÒ il giapponese?: "Hai, sukoshi", "Sì, un pò";"hai, sukoshi wakarimasu", "Sì, un pò capisco".

Vogliamo essere sinceri e dire che non lo capiamo?: "Iee, (sumimasen) wakarimasen", "No (scusi) non capisco". Sumimasen si usa, oltre che per chiedere scusa, anche per chiamare l'attenzione.

Notate che ricorrerà spesso un verbo terminante in -masu e la negazione dello stesso verbo in -masen.

Frasi e parole da ricordare:

watashi wa= io
nihongo ga = il giapponese (la lingua giapponese)
wakarimasu = voce del verbo "capire"
wakarimasen = Voce del "verbo" "non capire" :o)
sumimasen = scusi
sukoshi = un pò
hai = sì
iee = no
ka = ? (punto interrogativo)

Note finali:

La U non si pronuncia quasi mai. "wa-ka-ri-máss"sarebbe la pronuncia di "wakarimasu" e "s-kossh-i" quella di "sukoshi" (grosso modo). "ou" si pronuncia come una "o" allungata, "oo". La "H" è sempre aspirata. L'accento è quasi sempre sull'ultima sillaba. In generale, le vocali si pronunciano come in italiano e le consonanti come in inglese. Si chiama "translitterazione Hepburn".

Come vedete, ometto la scrittura. Ci vorrebbe troppo tempo e finirei per non postare più, come accadeva prima. Cercate qualche sito per praticarla, usate gli schemi che vi ho linkato per gli alfabeti. Google vi è amico, in rete c'è moltissimo materiale, in inglese la maggior parte ma anche in italiano si trova qualcosa... Più in là magari vi scrivo un post sul materiale in mio possesso.

Bene, spero che questo nuovo approccio vi piaccia e poter iniziare un fruttuoso scambio di idee. Ricordate che NON SO il giapponese ma lo sto studiando insieme a voi.

Alla prossima!

settembre 08, 2006

Grosse novità in arrivo!

Konnichiwa ai miei 3 o 4 lettori!

Avrete certamente notato la mia prolungata assenza da questo blog. Purtroppo la mancanza di tempo e le difficoltá crescenti degli argomenti da affrontare hanno potuto più della mia volontà di imparare il giapponese.

Ma non demordo!

La forza di volontà è una componente essenziale, così come la perseveranza.

Ecco a voi, quindi: "Voglio imparare il giapponese v2.0"

Un nuovo progetto, forse meno ambizioso del primo, ma certamente più agile e spero più divertente...

Si tratterà di una specie di full immersion nella lingua giapponese, senza polpettosi post di regole grammaticali e particolarmente incentrato sulla conversazione in giapponese.

Putroppo ci sarà poco spazio per la scrittura, che portava via moltissimo tempo e forse sarà meno rigoroso, ma spero che catturi il vostro interesse e mi seguiate così come avveniva per la prima versione.

A presto, il progetto è già in moto, restate sintonizzati per il primo post: Capisci il giapponese?

Anata wa nihongo ga wakarimasu ka? Hai, nihongo ga sukoshi wakarimasu!