marzo 21, 2006

Wa e Ga (3ª Parte)

Dopo una breve pausa, dovuta problemi di tempo, eccovi la terza parte dell'uso di wa e ga. Spero abbiate approfittato di questi giorni per ripassare, se avete avuto più tempo di me.

Rimangono da vedere quegli aggettivi che possono essere tradotti da verbi in italiano e usano il wa e il ga, nella loro forma argomento+WA+soggetto/oggetto+GA+aggettivo+DESU (facile, no?). In realtà è più semplice se dimentichiamo la formula e analizziamo le varie frasi qui di seguito:

Tanaka-san wa(A Tanaka) suika ga(il cocomero) suki(piace) desu (suki=piacere, come to like in inglese)

Yoshida-san wa (Yoshida) yasai ga(la verdura) kirai(detesta) desu (kirai=detestare)

Tookyoo wa(A Tokyo) bijutsukan ga(i musei) ooi(abbondano) desu (ooi=abbondare)

Baruserona wa (A Barcellona) gekijoo ga(i teatri) sukunai (scarseggiano) desu (sukunai=scarseggiare)
- Notate la traduzione di Barcellona. La "L" non esiste in giapponese e viene sostituita per la "R, la "U" si usa per creare le sillabe BA-RU-SE-RO-NA giapponesi, in quanto Bar-cel-lo-na avrebbe sillabe non presenti nell'alfabeto katakana, che ricordo si usa per i nomi propri, di Paesi e città. Si usa la "U" perchè ha meno impatto fonetico rispetto alle altre-

Suzuki-san wa(suzuki) tenisu ga(tennis) joozu(fa bene) desu joozu=saper fare o fare bene qualcosa)
-Notate ancora la traduzione di tennis in tenisu-

Maeda-san wa(Maeda) uta ga(cantare) heta(mal) desu (heta=non saper fare o fare male qualcosa)

Watashi wa(io) nezumi ga(i topi) kowai desu(temo) (kowai=temere)

Watashu wa(io) atama ga(la testa) itai(mi duole) desu (itai=far male, come to hurt in inglese)

Watashi wa (io) akai(rosso) seetaa ga(felpa) hoshii(voglio) desu (hoshii=voler (possedere))
-seetaa, traduzione in sillabe giapponesi di sweater (felpa in inglese e pertanto, proveniendo da una lingua straniera, si traslittera in katakana)-

Watashi wa(io) tsumetai biiru ga(birra fredda) nomitai(voglio bere) desu.
Nomitai è una forma verbale un pò particolare, credo che qui sia coniugata, per ora possiamo lasciarla com'è e fidarci, più avanti coi verbi magari ci torniamo su. L'importante è il concetto. Sappiate che significa voler (fare) e se lo incontriamo possiamo sostituire GA per O. Anzi, se tra il complemento oggetto (risponde a "chi?", "che cosa?") e l'aggettivo ci sono altre parole è preferibile usare O. Così... tanto per complicare un pò le cose.

Watashi wa(io) Tanaka-san ga(Tanaka) urayamashii(invidio) (urayamashii=invidiare)

Watashi wa(io) jikan ga(tempo) hitsuyoo(ho bisogno) (hitsuyoo=aver bisogno di)

Questi sono gli aggettivi (ricordate, aggettivi, anche se vengono tradotti con verbi) che adottano la forma che ho descritto sopra nelle frasi semplici. Avete notato che tutti gli aggettivi elencati finiscono in -i o in -na? Non è un caso, tutti gli aggettivi in giapponese finiscono con questi due suffissi e si comportano in maniera differente a seconda della terminazione.

Direi che c'è parecchio su cui sbattere la testa, quindi mi fermo qui. Il prossimo post sarà un ripasso generale delle frasi viste finora, poi passeremo al meraviglioso mondo delle particelle, tutto da scoprire :)

Cose da fare:
-Insistere a studiare l'alfabeto hiragana (dove siete arrivati?)
-Cercare di memorizzare la struttura delle frasi più comuni.
-E gli esercizi? Dove stanno?

1 Comments:

At 10:50 PM, Blogger amici-di-valerio said...

la mia nuova mail scrivimi qui classicreviews@gmail.com me raccomando.

 

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